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Immigrazione Usa: conflitto federale e statale



 Immigrazione Usa: conflitto federale e stataleI soldi spesi per la denuncia alla legge sull¹immigrazione potrebbero essere
usati meglio nella lotta contro i narcotrafficanti. Parla Jan Brewer, il
governatore dell¹Arizona, criticando l¹attacco legale sferrato
dall¹amministrazione del presidente Barack Obama alla legge statale
anticlandestini che entrerebbe in vigore il 29 luglio. Se la denuncia di
Obama sarà ben ricevuta da un giudice federale i clandestini respireranno
meglio.
Il conflitto fra il governo statale dell¹Arizona e quello federale
rispecchia il modo di fare fronte all¹immigrazione illegale. Da una parte la
legge statale SB 1070 approvata dalla legislatura dell¹Arizona si rifà
all¹emozione etichettando tutti i clandestini come criminali assieme ai
narcotrafficanti. La reazione del governo federale invece punta sugli
aspetti legali che vedono l¹immigrazione come questione federale e distingue
anche fra i criminali che trafficano la droga e i poveracci che sono entrati
nel Paese cercando un lavoro.


 Immigrazione Usa: conflitto federale e stataleL'emozione però è forte e conduce a mezze soluzioni. Per l¹americano medio
entrare negli Stati Uniti illegalmente è un reato, punto e basta. Quante
volte si è visto e sentito dire ³quale parte di illegale non è chiaro?²
La realtà è però molto complessa e date le risorse limitate bisogna
scegliere il peggiore dei mali. Data l¹impossibilità di deportare tutti i
dodici milioni di clandestini dagli Stati Uniti l¹aspetto legale cerca di
concentrarsi su coloro che causano veri danni. Ecco cosa ha sottolineato la
denuncia di Obama alla legge sull¹immigrazione dell¹Arizona. Inoltre il
governo di Obama, come pure quello del suo predecessore George Bush, non ha
nessuna fame per la deportazione in massa. In parte ciò si deve
all¹impraticabilità degli aspetti legali ma anche a quelli emozionali. Come
si fa a deportare i genitori di tre o quattro milioni di clandestini i cui
figli sono nati in America con diritto alla cittadinanza statunitense?
Per l¹emozione, rappresentata dalla legge statale dell¹Arizona, ciò non è
problema. Tutti i clandestini vanno deportati senza riguardo dell¹innocenza
di alcuni. La legge è solamente una questione di sì o no. Parecchi altri
Stati americani, con governi dominati dal Partito Repubblicano, stanno per
seguire l¹esempio dell¹Arizona mediante l¹introduzione di leggi simili alla
SB 1070.
I repubblicani hanno notato che attaccare i clandestini rappresenta una
carta politica vincente anche quando la questione è completamente estranea.
In Florida, Rick Scott, candidato alla primaria repubblicana a governatore,
ha concentrato la sua campagna sulla questione della legge anticlandestini
approvata in Arizona. Il suo avversario Bill McCollum, il procuratore
generale dello Stato, ha dichiarato che una legge simile non è necessaria in
Florida.
Per Scott poco importa. Lui cerca di aggrapparsi all¹emozione negativa
suscitata dai clandestini per accaparrarsi voti considerando che la maggior
parte degli americani favorisce la mano dura verso l¹immigrazione illegale.
Il presidente Obama sa però che la questione di risolvere l¹immigrazione
clandestina è molto complessa e non ha grande appetito per intraprenderla.
Sicuramente nulla si farà prima delle elezioni di midterm di novembre. Obama
spera che la magistratura americana blocchi la legge dell¹Arizona anche per
frenare gli altri Stati che vogliono imitarla.
Obama però eventualmente dovrà riformare l¹immigrazione. Non sarà facile.
Gli americani sono bloccati dal legame basilare fra clandestinità e
illegalità. I sondaggi suggeriscono che una stragrande maggioranza degli
americani siano contrari a qualsiasi tipo di amnistia che regolarizzi lo
status dei clandestini.
Obama potrebbe ovviamente usare le sue doti oratorie per cercare di
convincere gli americani a vedere i clandestini come parte integrale del
Paese i quali contribuiscono all¹economia statunitense. Potrebbe anche fare
notare che molti di loro hanno già stabilito radici negli Stati Uniti. È
possibile che una campagna di informazione riesca a spostare un certo numero
di americani a vedere oltre il punto di clandestino come equivalente a
criminale.
Nel frattempo si tratta di una questione politica e i latinos dovranno darsi
da fare. I latinos già cittadini americani hanno già cominciato a
mobilitarsi. Una campagna che mira ad aumentare il loro potere politico è
già iniziata in Arizona.  Consiste di incrementare i residenti legali ad
ottenere la cittadinanza americana e votare alle prossime elezioni. Era già
avvenuto con notevole successo in California subito dopo l¹approvazione
della dura legge anticlandestini della Proposizione 187 nel 1994.
Attaccando i clandestini e per estensione tutti i latinos il Partito
Repubblicano ottiene dei vantaggi temporanei. A lungo andare però i latinos
si confermeranno parte integrale del Partito Democratico come è già successo
con gli afro-americani.


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